ReBuild Ukraine - Italia

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La ricostruzione dell’Ucraina riparte dall’Italia, precisamente da Torino. La Camera di Commercio Italiana per l’Ucraina si è fatta promotrice di “ReBuild Ukraine - Italia”, un grande evento virtuale partecipato da migliaia di aziende e media italiani e ucraini, al quale hanno preso parte anche istituzioni autorevoli tra rappresentanti del Governo di Kiev e di quello italiano, conclusosi poi con la firma di un memorandum di collaborazione tra due realtà portanti del settore edile dei due Paesi.

La conferenza, che si è tenuta online lo scorso 15 novembre 2022, è stata patrocinata da Unioncamere e Assocamerestero, nonché da Ministero delle Imprese e del Made in Italy e Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.

La realizzazione dell’evento è stata possibile grazie alla collaborazione con FederCamere, organizzazione nata per sviluppare l'internazionalizzazione delle imprese italiane e per facilitare i contatti tra istituzioni.

Moderatrice dell’evento è stata la dott.ssa Giulia Neirone, responsabile ufficio stampa e relazioni esterne della Camera di Commercio Italiana per l’Ucraina. «Siamo orgogliosi di aver constatato quanto le imprese italiane siano pronte a partecipare alla ricostruzione ucraina. Abbiamo contattato i maggiori esperti sul tema, così da potervi dare tutte le informazioni necessarie per capire al meglio come si può contribuire al rifacimento di un Paese importante e prospero come l’Ucraina», ha aggiunto Neirone, dando poi inizio alla conferenza.

I lavori sono stati aperti da Maurizio Carnevale, Presidente di FederCamere e, precedentemente, Presidente di Camera di Commercio Italiana per l’Ucraina per 14 anni. Il Presidente Carnevale ha portato la sua preziosa testimonianza in quanto ha vissuto per anni in Ucraina: «Ho vissuto diversi anni in Ucraina, conosco molto bene il Paese e posso dirvi che era un Paese decisamente proiettato verso il futuro. Un Paese che stava passando, in questo periodo, da una fase di Paese emergente a Paese emerso. Purtroppo, le cose non sono andate per il verso giusto. [...] È impossibile dimenticare le decine di migliaia di vite che si sono spente in questo conflitto, ma è nostro dovere e compito cominciare a pensare alla fase successiva. Questo conflitto dovrà finire e noi dovremo essere pronti per aiutare questa popolazione a riprendersi. [...] Tra le varie negatività, anche noi e le nostre imprese dobbiamo cogliere le grandi opportunità che si presenteranno a breve».

Il Presidente ha poi sottolineato che la conferenza del 15 novembre è solo l’inizio di un percorso: «A febbraio si terrà una conferenza in presenza che prevede due giorni di B2B, con tutte le varie aziende ucraine, e di B2G, con il governo ucraino, con le pubbliche amministrazioni ucraine. [...] Il terzo passaggio prevede proprio la costituzione di un organismo in loco partecipato da Camera di Commercio Italiana per l’Ucraina, FederCamere, il sistema camerale ucraino locale e le istituzioni italiane che fino ad ora ci hanno supportato».

L’onorevole Renato Walter Togni, attuale Presidente di Camera di Commercio Italiana per l’Ucraina, ha colto subito il passaggio di testimone del Presidente Carnevale. «Dall'inizio della guerra, la nostra camera di commercio ha vissuto momenti drammatici con la consapevolezza di poter perdere collaboratori e amici che oggi per fortuna sono quasi tutti in salvo, con la consapevolezza di una dura realtà che si è presentata con la distruzione della nostra sede a Kiev [...], con i nostri collaboratori che, dai bunker, continuavano a tenersi in contatto con noi. [...] Come ha detto in precedenza il Presidente Carnevale, l'Ucraina era un Paese che ormai aveva degli standard di vita pari ai nostri. Vederlo precipitare nella realtà di una violenza inaudita come solo la guerra può generare. [...] La nostra camera di commercio ha avuto anche dei momenti difficilissimi sotto l'aspetto gestionale ed economico, momenti che tuttora permangono in parte, relativi al completo blocco delle nostre abituali attività economiche. Ma non per questo ci siamo arresi».
L’On. Togni ha poi sottolineato che «questa conferenza di oggi con tema “ricostruzione ucraina” vuole essere il segnale della nostra tangibile volontà di continuare a essere vicini ai nostri associati, alle nostre imprese e a quelle ucraine. È un segnale della nostra pervicace volontà di essere utili a un progetto che è sicuramente economico, ma fortemente caratterizzato da un’impronta umanitaria e culturale quale la ricostruzione di un Paese così duramente provato».

All’On. Togni si è avvicendata Anna Yurchenko, Vice Ministra delle Infrastrutture dell’Ucraina per l’Integrazione Europea, che ha prima fornito un quadro generale dell’attuale situazione nel Paese, ricordando a tutti i partecipanti quali sono le regioni più colpite dagli attacchi russi, in particolare le regioni di Kharkiv, Zaporizhzhia e Donetsk, sottolineando quanto sia importante la ricostruzione delle infrastrutture per poter riprendere la quotidianità, sia a livello umano che economico.
La Vice Ministra ha aggiunto: “Chiediamo ai Paesi più disponibili di fornirci aiuto finanziario e di creare gruppi lavorativi che possano progettare la ricostruzione del nostro Paese e delle regioni colpite dalla guerra. Abbiamo chiesto alla Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo di partecipare attivamente ai nostri progetti di ricostruzione, così da vedere presto i primi risultati del nostro lavoro. È possibile vedere che i tempi di ricostruzione saranno brevi grazie al sostegno dei Paesi che hanno dato la loro disponibilità e che ci aiutano. Speriamo che la guerra finisca presto, così da poter ricostruire”.
In conclusione, la Vice Ministra Yurchenko ha evidenziato l’importanza della collaborazione da parte dell’Italia: “Noi crediamo che sia molto importante che le imprese italiane ci aiutino a ricostruire così da poter andare avanti nei diversi settori. Siamo molto contenti di collaborare con l’Italia”.

Dopo la Vice Ministra Anna Yurchenko, è intervenuto nuovamente l'On. Walter Togni che ha letto i saluti del Ministro delle Imprese e del Made in Italy e del Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, i quali impossibilitati da impegni governativi hanno comunque inviato i propri saluti agli organizzatori e a tutti i partecipanti.

Il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, l’On. Adolfo Urso, nel suo saluto ha ribadito la posizione del governo italiano sulla questione Ucraina, dichiarando inoltre: «La Camera di Commercio Italiana per l’Ucraina opera da quasi 30 anni e tutti le dobbiamo uno speciale riconoscimento per il lavoro che ha svolto in questo periodo terribile: avete attraversato difficoltà inattese, continuando a presidiare la postazione dove fino a pochi mesi fa sostenevate attivamente le nostre aziende che vendevano, acquistavano, producevano e investivano su quel territorio».

Il Ministro Adolfo Urso ha poi dichiarato: «Le nostre imprese sono in grado di offrire grandi capacità e prodotti di eccellenza, diventando protagoniste in un mercato pronto a ripartire. In questa circostanza sento il compito di invitare le nostre imprese, anche grazie al supporto di Camera di Commercio Italiana per l’Ucraina, a essere pronte per la ricostruzione di una nazione di 42 milioni di abitanti che meritano pace e benessere».

Il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, l’On. Gilberto Pichetto Fratin, nel suo messaggio alle imprese ha dichiarato: «Sono particolarmente interessato alle iniziative della Camera di Commercio Italiana per l’Ucraina, che svolge un ruolo cruciale nel supportare la cooperazione economica fra l’Italia e l’Ucraina, e ritengo di fondamentale importanza sensibilizzare le imprese e le organizzazioni italiane nei confronti del processo di ricostruzione dell’Ucraina»

Il Ministro ha proseguito: «Considero, inoltre, un’enorme opportunità per le imprese italiane la nuova piattaforma FederCamere.it, opportunità di connessione tra camere italo estere e camere straniere, imprese italiane, realizzata per supportare le imprese nell’operare con sicurezza nei Paesi stranieri. [...] È indispensabile mettere in connessione le imprese, attraverso il fondamentale ruolo di Unioncamere, Camere di Commercio Italo-Estere, Camere di Commercio Italiane all’Estero, con i Ministeri, le Istituzioni, le Rappresentanze Diplomatiche Italiane all’Estero, le Rappresentanze Diplomatiche Straniere in Italia, le Associazioni di Categoria e Imprenditoriali e altri soggetti pubblici e privati al fine di poter agire rapidamente in contesti nuovi».

A fugare ogni dubbio sull’importanza di iniziare fin da subito a mobilitarsi per la ricostruzione è stato Pier Francesco Zazo, Ambasciatore dell’Italia in Ucraina, in collegamento da Kiev. «Nonostante il conflitto tuttora in corso, l’Ucraina, a nostro avviso, è un Paese che presenta straordinarie potenzialità. È pertanto importante che fin da ora l’Italia e le aziende italiane comincino a posizionarsi per essere pronte a partecipare alle grandi opportunità che si presenteranno nella successiva fase di ricostruzione economica, una volta che il conflitto sarà terminato».
Evidenziando la necessità di investire in Ucraina, l’Ambasciatore ha aggiunto: «È da prevedere che dopo la fine del conflitto arriveranno presumibilmente tantissimi fondi da parte degli alleati occidentali, da parte delle IFI, da parte della Banca Mondiale, dal Fondo Monetario Internazionale, da parte della BERS e della BEI, per favorire la progressiva integrazione dell’Ucraina nelle strutture euroatlantiche e per facilitare gli sforzi di ricostruzione economica del Paese. [...] È da prevedere un’integrazione progressiva e graduale, un avvicinamento del mercato ucraino a quello dell’Unione Europea».

Su questa linea arrivano importanti conferme per i potenziali investitori italiani anche da Sergiy Tsivkach, Amministratore Delegato di Ukraine Invest, agenzia del governo di Kiev per gli investimenti internazionali in Ucraina. «In questo periodo, l’Ucraina ha mostrato risultati assolutamente incredibili a livello di importazioni ed esportazioni, ci sono tantissime aziende che continuano a lavorare nonostante la guerra. L’economia ha subito danni, ma grazie agli investimenti dei Paesi europei ed extra europei, l’economia è riuscita a non crollare completamente, e a essere abbastanza stabile».

Tsivkach ha dichiarato che, secondo i loro dati, l’economia ucraina avrà una ripresa nel 2023 e, per creare le possibilità necessarie per la ricostruzione, Ukraine Invest sta ideando vari progetti di investimento.

«Chiedo agli imprenditori italiani: per favore, non aspettate che finisca la guerra. [...] Già adesso c’è un clima favorevole per investire in Ucraina, ci sono imprese internazionali che continuano a lavorare qui, e i Paesi che decideranno di investire in Ucraina avranno sempre più possibilità. Iniziate a pensare a quali progetti sviluppare in Ucraina e in quale ambito lavorare. [...] Quando in Ucraina non ci sarà più la legge marziale, si apriranno ancora di più nuove occasioni per le imprese straniere».

Tony Corradini dell’Ufficio ICE di Kiev, in diretta da Leopoli, ha fornito una panoramica sui rapporti tra Italia e Ucraina, dichiarando che, anche dopo l’inizio della guerra «abbiamo continuato a fornire assistenza alle aziende che mantenevano attività in loco, che stavano sviluppando iniziative sul mercato ucraino. [...] Abbiamo dato tutto il sostegno che in quel frangente era necessario dare. Da circa un mese e mezzo abbiamo ripreso anche le attività in Ucraina, [...] ci siamo stabiliti a Leopoli presso l’antenna dell’Ambasciata». Successivamente, ha aggiunto: «L’Ucraina non si è mai fermata, è un Paese resiliente. A luglio il nostro interscambio è stato di 1,8 miliardi».
Corradini ha poi spiegato che l’Italia resta il nono fornitore dell’Ucraina e ha fornito una panoramica sull’export italiano in Ucraina, sottolineando i settori più forti, tra i quali il settore della meccanica e del Made in Italy. Ha inoltre approfondito i programmi realizzati dall’Ucraina per contrastare gli effetti della crisi bellica, sottolineando come siano già state messe in atto importanti opere di ricollocazione di centinaia di imprese dall’est all’ovest del Paese e di potenziamento di forme di trasporto alternative a quelle interrotte via mare o via terra in determinate aree del Paese.

Rassicurazioni sono arrivate anche dal mondo finanziario. Presenti, infatti, all’evento tenuto da CCIPU e FederCamere anche Ihor Kuropiy e Giorgio Sopranzi, della banca Crèdit Agricole Ucraina, operante nel paese da 100 anni con 150 filiali e oltre 300mila clienti. Dopo un saluto alle istituzioni e alle imprese presenti alla conferenza da parte del Direttore di Crèdit Agricole Ucraina, Ihor Kuripiy, il Direttore Finanziario Giorgio Sopranzi ha dichiarato: «In questi mesi difficili non abbiamo mai smesso di lavorare a supporto dei nostri clienti, per esempio abbiamo oggi più di 150 milioni di investimenti a tasso agevolato nell’ambito del programma 579 del governo ucraino. Abbiamo erogato finanziamenti importanti a progetti di logistica per l'interscambio ferroviario, [...] che hanno facilitato e stanno facilitando l'export di grano. Abbiamo erogato tra 15 e 20 milioni di progetti di beneficenza a supporto sia dei nostri collaboratori sul territorio ucraino e all'estero, sia a supporto della società civile. Stiamo lavorando alla ricostruzione di scuole e ospedali in particolare».

Il Dott. Sopranzi ha poi passato in rassegna le condizioni in cui il sistema bancario ucraino si prepara ad affrontare la ricostruzione: «La Banca Centrale ucraina ha dato come target orientativo il 20% di copertura sul totale crediti e questo implicherà per un significativo numero di banche ucraine la necessità di ricapitalizzazione. Bisognerà trovare una soluzione all'ammontare di crediti deteriorati al fine di permettere alle banche ucraine di liberarsene e avere il capitale disponibile per i futuri progetti di ricostruzione. [...] Dovranno essere identificati meccanismi di condivisione del rischio con enti sovranazionali e IFI, che permettono alle banche di essere sollevate, almeno da una parte che va dal 30% al 50% di quello che stimiamo o, come necessario, dal rischio di credito sulle controparti».

Dopo le indicazioni sul sistema finanziario ucraino, fornite sapientemente da Crèdit Agricole Ucraina, è intervenuto anche il Dott. Dubas, Direttore del centro statale di ricerca e informazione per il monitoraggio dei mercati produttivi internazionali, AS Derzhzovnishinform (DZI). Dubas ha illustrato quali sono le attuali necessità dell'Ucraina, soprattutto per quanto riguarda il reperimento di beni primari.

«Il servizio che offriamo potrebbe essere molto utile per ricostruire l’Ucraina dopo l’aggressione russa. [...] Lavoriamo in collaborazione con grandi aziende statunitensi che hanno già ideato importanti progetti per la ricostruzione. Come DZI, abbiamo creato il progetto "Nadiya”, che significa "speranza", e riguarda la ricostruzione delle case per tutti coloro che sono rimasti senza a causa del conflitto. Stiamo cercando collaborazione da parte di imprenditori, aziende, Stati che vogliono partecipare alla ricostruzione dell’Ucraina, soprattutto appartenenti al settore edilizio».

Dubas ha poi aggiunto che DZI è alla ricerca di soggetti che possano dare un prezioso contributo nella ricostruzione degli aeroporti, infrastrutture fondamentali per il Paese, di ponti e di strade, in alcune zone completamente distrutte. Il Presidente di DZI invita i rappresentanti dell’Italia a aderire ai progetti e aiutare nella ricostruzione. «Noi continuiamo a incontrare i rappresentanti delle aziende italiane e cerchiamo nuovi imprenditori che sono interessati a ricostruire il Paese e a investire nell’Ucraina e nelle sue aziende. [...] Vantiamo un'esperienza di 25 anni, pertanto possiamo supportare le imprese in tutti i passaggi per l’avvio di un’attività in Ucraina. In questo modo, potremo lavorare insieme alla ripresa ucraina, per sviluppare l’economia del Paese e avvicinare l’Ucraina agli standard dell’Unione Europea».

Anche il Direttore Generale per l’Europa orientale e il Caucaso della Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo, il Dott. Matteo Patrone, è intervenuto con un’ampia puntualizzazione dei vari asset di finanziamento della Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo e ha illustrato a tutti i partecipanti le varie possibilità messe in campo dalla banca stessa. «Il team ha mantenuto uno stretto contatto con i clienti, sia nel settore pubblico che nel settore privato, e abbiamo un accordo con il nostro consiglio di amministrazione per un nuovo approccio per il Paese, che è quello di focalizzarsi nella fornitura di liquidità alle imprese, sia pubbliche che private».
Il dott. Patrone si è anche speso sull’energia: «Ci impegneremo in maniera molto rilevante nella ricostruzione del Paese, ma la ricostruzione, dal nostro punto di vista, comincia già adesso. La linea che stiamo mettendo a punto per Ukrenergo sarà in parte per la copertura dei fabbisogni di costi operativi, ma in gran parte anche per investimenti immediati per la riparazione delle sottostazioni e così via. [...] Ci stiamo spostando da un’attività di fornitura di capitale circolante di liquidità a un’attività anche di vera e propria ricostruzione». Da parte della BERS sono stati varati diversi pacchetti di misure per un valore di oltre 1,5 miliardi di euro, specialmente nel settore farmaceutico, ma anche in altri settori strategici e primari per la società ucraina.

Sulla necessità degli investimenti internazionali e sulla relativa direzione che imprimeranno alla ripresa ucraina, è intervenuta anche Marianna Soronevych, giornalista e direttrice di Ukrainska Gazeta, il più grande periodico online per l’Ucraina in Italia. «Il percorso verso la ricostruzione è allo stesso tempo il percorso dell'Ucraina verso l'Unione Europea. Significa anche che l’economia ucraina diventerà più sostenibile e più digitale, poiché questa è l’economia del futuro. Ciò significa sostenere gli standard più elevati dello Stato di diritto e creare istituzioni anticorruzione efficaci. Perché questi sono i valori che l'Europa rappresenta».
«Come ha dichiarato l’Ursula von der Leyen, l'Unione Europea, insieme ai partner del G7 e di altri Paesi, con il sostegno delle organizzazioni internazionali e dell'Ucraina, intende gettare le basi di una piattaforma inclusiva di donatori per coordinare il processo di ripristino immediato delle infrastrutture distrutte e l'inizio della ricostruzione a lungo termine» ha aggiunto Soronevych.

Sulla centralità dello sviluppo tecnologico dell’Ucraina si è soffermata anche la dott.ssa Vanessa Russano, Segretario Generale della Camera di Commercio Italiana per l’Ucraina: «L’Ucraina è un Paese strategico, è importante sottolineare che quello che sta dando durante il conflitto, ma anche quello che ha dato durante questi anni allo sviluppo tecnologico e sociale è un lavoro senza precedenti. [...]. La dott.ssa Russano, sostenendo quanto sia importante iniziare immediatamente la ricostruzione, aggiunge: “Questo è l’appello che fanno le principali istituzioni ucraine, europee, italiane, la comunità internazionale. [...] Pace e ricostruzione sono le cose a cui dobbiamo dedicarci tutti. Basta retorica bellica, basta tutto questo”.

La dott.ssa Russano è poi entrata nel merito dei prossimi step successivi alla conferenza: «Il 15 e 16 febbraio 2023, i nostri partner Premier Expo, insieme al nostro supporto, stanno organizzando il forum di Varsavia. [...] Sarà un forum-esposizione, noi stiamo organizzando il Padiglione Italia, che vedrà la partecipazione di aziende appartenenti soprattutto al mondo dell’edilizia e delle infrastrutture. [...] Le aziende avranno la possibilità di presentarsi direttamente alle rappresentanze delle città, dei comuni e dei distretti ucraini più colpiti. [...] A Varsavia le aziende si troveranno a partecipare a una serie di incontri e forum, conferenze in presenza dove si inizierà un lavoro a tavolino sulla ricostruzione, per essere pronti all’avvio dei lavori necessari per la ripartenza dell’Ucraina».

Come illustrato in chiusura dalla stessa Russano, sarà inoltre implementata la piattaforma gratuita B2B Italia di FederCamere, che entrerà definitivamente in funzione rispetto alla versione demo che era stata inizialmente rilasciata. «È una piattaforma che contiene un catalogo di aziende italiane e, ogni qualvolta possibile, ospiterà la promozione di un Paese. Probabilmente il primo sarà l'Ucraina», ha concluso la Russano.

Mykhaylo Vovchyk, Advisor di ICC Ucraina per la cooperazione Italia-Ucraina, portando inoltre i saluti della dott.ssa Svitlana Pereverzeva, Segretario Generale di ICC Ucraina, ha spiegato ai partecipanti quante siano le possibilità riguardanti la ricostruzione dell’Ucraina, per numerosi settori: «Non solo i costruttori edilizi, ma anche i costruttori di infrastrutture, le banche, le compagnie assicurative, le compagnie turistiche. I settori sono vastissimi e nel dopoguerra sarà molto interessante entrare in Ucraina. [...] L’Ucraina creerà delle leggi di non tassazione o di poche tassazioni per aziende estere che entreranno in Ucraina».

Oltre alla ICC Ucraina, hanno partecipato all’evento, i Presidenti di alcune tra le più importanti camere di commercio locali ucraine: Kostantin Makarenko, Presidente della Camera di Commercio e Industria di Sumy, Volodimyr Borysenko, Presidente della Camera di Commercio e Industria di Poltava e il Presidente Kostantin Ivanov della Camera di Commercio e Industria di Chernihiv. Tutti hanno confermato la propria disponibilità a diventare un punto di riferimento e orientamento nel mercato ucraino per le aziende italiane ed estere che vorranno impegnarsi e investire nella ricostruzione, facilitando gli incontri con i partner e gli investitori pubblici e privati locali, offrendo garanzie e assistenza.

Volodimyr Borysenko, Presidente della Camera di Commercio e Industria di Poltava ha spiegato che: «L'Italia e l'Ucraina hanno una lunga storia di cooperazione reciprocamente vantaggiosa nel campo degli affari, della cultura e dell'arte. [...] Sin dai primi giorni della guerra la nostra regione ha ricevuto il sostegno da parte di organizzazioni pubbliche italiane, autorità del Paese e cittadini. Una tra le città più colpite è Kremenchuk, il centro industriale della regione di Poltava. Siamo quindi interessati alla cooperazione e abbiamo delle proposte specifiche: la s.r.l. Fabryka Eukavnykh Fil'triv cerca investitori per la costruzione a Kremenchuk di una fabbrica per la produzione di tessuto non tessuto (TNT) filtrante. Il costo stimato del progetto è di 8-10 milioni di euro. La Dormash Group s.r.l. produce attrezzature per la costruzione di strade ed è la rappresentante ufficiale di molti dei principali produttori italiani interessati a creare un'impresa di produzione congiunta a Kremenchuk».

«Rispetto alle altre regioni ucraine, la nostra confina maggiormente con il Paese aggressore, per più di 560 chilometri. Il 7 ottobre 2022 nella regione di Sumy sono state registrate quasi 3500 strutture con danni di entità diverse causati dall'inizio della guerra tra cui: strutture abitative, istituzioni educative, culturali e sportive, ospedali, stazioni ferroviarie», spiega Kostantin Makarenko, Presidente della Camera di Commercio e Industria di Sumy. «È necessario sviluppare nuove iniziative nella zona del confine. A luglio, per ordine del capo dell’amministrazione militare della regione di Sumy è stata approvata la Strategia di sviluppo e ripresa economica della regione di Sumy per il periodo 2022-2024. La strategia contiene 47 idee progettuali, la cui attenzione richiede circa 2 miliardi e 300 milioni di euro. In primo luogo, l’attenzione è rivolta alla sicurezza, per il rafforzamento dei confini, sostegno alle forze armate e indipendenza energetica della regione. In secondo luogo, lo sviluppo dell’economia: il complesso industriale, il settore agrario e le innovazioni economiche» ha poi aggiunto Makarenko.

Il Presidente Kostantin Ivanov della Camera di Commercio di Chernihiv ha esposto il lavoro dell'ente e la situazione della regione: «La nostra camera di commercio unisce 231 imprese del nord dell'Ucraina. I nostri associati rappresentano tutti i settori della produzione e dei servizi, tra cui il settore agricolo, l’ingegneria meccanica, la produzione alimentare, il settore informatico, la lavorazione del legno e così via. La regione di Chernihiv è nota perché negli ultimi sette anni abbiamo avuto un saldo positivo nel commercio estero». Il Presidente ha inoltre aggiunto che la camera di commercio è mediatore doganale, quindi sono disponibili per rispondere a tutte le esigenze delle imprese italiane per import ed export in Ucraina, oltre che per tasse, pedaggi, legislazione del lavoro e rapporti con le autorità locali.

L’importanza del sistema camerale in queste operazioni è stata sottolineata anche dal Presidente di Unioncamere, l’Ing. Andrea Prete, che nel suo discorso ha ricordato la tragedia in atto in Ucraina e ha ribadito la vicinanza al popolo ucraino, al Presidente On. Togni e a tutti coloro che operano nel mondo economico ucraino. «Credo che le attività che potranno generarsi sono assolutamente importanti, anche alla luce del grande rapporto umano tra il popolo italiano e il popolo ucraino [...] e soprattutto anche per la vicinanza che noi, come sistema delle imprese, vogliamo dare alle imprese ucraine. [...] Ci adopereremo per dare tutte le possibilità alle nostre imprese di supportare la crescita dell’Ucraina».

In conclusione al suo intervento, il Presidente di Unioncamere si è espresso sulla missione d’affari ReBuild Ukraine - Varsavia di Camera di Commercio Italiana per l’Ucraina: «È importantissimo l’incontro di Varsavia, ovviamente fatto lì per motivi di sicurezza, al quale noi auspichiamo una partecipazione importante delle imprese italiane, perché ci saranno delle grandi opportunità da cogliere, [...] ma soprattutto è giusto dare una mano all’Ucraina a ritornare quel Paese all’avanguardia che era diventato».

Anche il Consigliere Canepari, Capo Ufficio Internazionalizzazione presso la Direzione Generale per la Promozione del Paese del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, nel suo intervento si è soffermato sull’importanza del Sistema camerale quale fondamentale strumento nella rivitalizzazione di rapporti economici con Paesi amici come l'Ucraina, per la possibilità di connettere imprenditori, istituzioni e realtà locali.

Di cruciale importanza sono stati gli interventi della Confederazione dei Costruttori dell’Ucraina (CBU) e dell’Associazione Nazionale Costruttori Edili (ANCE).

In rappresentanza dell’Associazione Nazionale Costruttori Edili è intervenuto il Vicepresidente Piero Petrucco, che ha espresso solidarietà al popolo e alle imprese ucraine ricordando che l’ANCE, in strettissimo coordinamento con la FIEC (Federazione Europea delle Imprese di Costruzioni), si è attivata in collaborazione con la CBU per individuare gli strumenti necessari per sostenere l’Ucraina.

“All’interno della FIEC è stata costituita una task force per individuare percorsi comuni e favorire un processo organico e virtuoso di ricostruzione del Paese”, ha ricordato Petrucco. “In questa direzione - ha aggiunto il Vicepresidente - le imprese Ance sono pronte a fare la propria parte in modo fattivo e collaborando con il sistema imprenditoriale locale”.

I dati illustrati da Partskhaladze, Presidente della Confederazione dei Costruttori dell’Ucraina, hanno definito quello che sarà il lavoro più importante da portare avanti fin da subito in Ucraina: la ricostruzione. Ha descritto le condizioni delle città ucraine, prese di mira dai bombardamenti e quasi completamente distrutte, aggiungendo che il 40% delle infrastrutture elettrice sono distrutte. «Abbiamo bisogno di importare dall'estero materiali per ricostruire le case, [...] necessitiamo di macchinari del settore edilizio per aiutarci a ricostruire sia edifici che infrastrutture andati distrutti, perché ora non abbiamo la possibilità di produrre in Ucraina».
In conclusione all’intervento, il Dott. Partskhaladze ha lanciato un appello alle industrie italiane del settore edilizio e di costruzione di materiali, chiedendo di investire nella ricostruzione del Paese, dichiarando che CBU ha realizzato dei progetti per raccogliere i fondi necessari alla ricostruzione ucraina.

In occasione della conferenza ReBuild Ukraine - Italia, ANCE e CBU hanno firmato un memorandum di collaborazione, sottoscritto dal Vicepresidente Ance Petrucco, dal Presidente di CBU, il Dott. Partskhaladze, e patrocinato da Camera di Commercio Italiana per l’Ucraina, rappresentata dal Presidente On. Renato Walter Togni.

La firma del memorandum di collaborazione tra ANCE e CBU rappresenta l’intento di collaborare tra le due realtà e tra i due Paesi, e rende sempre più chiara la volontà di partecipare attivamente alla ricostruzione dell’Ucraina.

Video della conferenza: https://youtu.be/tM-7wDCk8pI